E’ tempo di bilanci e di analisi sul voto regionale nelle 254 sezioni della città, anche in vista delle elezioni del 15 e 16 giugno 2008 che serviranno a ridare un sindaco, una giunta e un consiglio comunale e un nuovo presidente, una nuova giunta e un nuovo consiglio provinciale a Messina.
Iniziamo con una panoramica sulle coalizioni, soprattutto in vista delle amministrative. Il Pd, considerando anche la lista “Finocchiaro Presidente” arriva a 33.534 voti, pari al 25,58% ed il centrosinistra in totale aggiungendo anche la Sinistra Arcobaleno – che non ha ancora però sciolto le riserve sulle Amministrative, mentre l’Italia dei Valori, come annunciato correrà con un proprio candidato sindaco – arriva ad un complessivo 28,72%.
Discorso diverso per il centrodestra, che unendo Pdl, Udc e Mpa – sommando i voti delle liste “Democratici Autonomisti” e “Lombardo Presidente” – raggiunge quota 86.071, pari al 65,67%. Insomma, è vero che le Amministrative sono elezioni diverse, ma i numeri in questo momento dicono che il centrodestra va forte a Messina e passa dal 58% del 2006 al 62% del 2008, incrementando di circa 4 punti la sua percentuale.
Constatazione che si rafforza se si confrontano i risultati di oggi ai dati delle Regionali 2006. Allora la candidata presidente Rita Borsellino giunse al 46,3% frutto di 52,983 voti, mentre quest’anno Anna Finocchiaro si ferma al 32,18% con 44,550 voti.
Migliora, e di parecchio, il centrodestra, quello che appoggiò Totò Cuffaro nel 2006 giunse al 50,88% a Messina, per un totale di 58,220 preferenze, mentre la coalizione di Raffaele Lombardo arriva addirittura a 86,505 voti, pari al 62,48%. A livello di partiti singoli, il Pdl è indiscutibilmente il primo partito della città con 45.262 preferenze, seguito dal Pd con 30.514, terzo l’Udc con 12.595, e se si valutano i numeri complessivamente ottenuti dal Mpa, sommando anche quelli ottenuti dai “Democratici Autonomisti” e di “Lombardo Presidente”, il movimento di Lombardo raggiunge quota 28.214 voti risultando il terzo partito in città a ridosso del Pd.
Il candidato più votato in assoluto in città è stato il coordinatore provinciale del Pd Franco Rinaldi, cognato del segretario del partito di Veltroni in sicilia Francantonio Genovese e candidato sindaco per le prossime amministrative del Pd. 10.955 voti, dato però in calo rispetto all 2006, quando aveva superato quota 12.000.
Il secondo più votato in città con 7.334 preferenze è stato Giuseppe Buzzanca, uno dei nomi che circolano con più insistenza come candidato a sindaco per il centrodestra.
Buzzanca migliora e di parecchio il suo bottino personale rispetto al 2006, riuscendo ad ottenere quasi 2.000 voti in più. Nel Pdl lo seguono Antonio Beninati con 6.891 voti, anche per lui circa 1.200 in più del 2006, Santi Formica con 4.075 voti e Roberto Corona con 3.959, che ha incrementato di 1.000 preferenze il suo bottino rispetto a due anni fa.
Il primo dei non eletti del Pdl è stato l’ex deputato ed ex assessore regionale Antonio D’Aquino che ha ottenuto il non esaltante risultato di 3.005 voti, circa 700 in meno rispetto al 2006.
Importante risultato per l’Udc Giovanni Ardizzone, con ben 5.635 preferenze, quasi 1.000 in meno però rispetto alle regionali scorse. In città lo segue l’ex arbitro Tullio Lanese, che ha raccolto poco in Provincia, ma il cui dato cittadino 1.907 voti potrebbe aprirgli le porte di un eventuale incarico assessoriale a Palazzo Zanca o a Palazzo dei Leoni.
Tornando al Pd, più che la riconferma di Filippo Panarello, 3.016 voti, circa 200 in più rispetto al 2006, potrebbe sorprendere il risultato di Giuseppe Picciolo, che con 2.686 voti è risultato il terzo del Pd, se non si ricordasse che due anni fa Picciolo, che correva con la lista “Uniti per la Sicilia”, aveva raccolto 2.003 voti, mentre Francesco Calanna, al quale ha soffiato il posto all’Ars, ne aveva presi solo 910 (quasi 400 in più di quest’anno).
Rimanendo nell’ambito del centrosinistra, fa riflettere il risultato di Maurizio Rella 446 voti, non solo per il confronto con il 2006, quando aveva ottenuto più del doppio dei voti, ma anche ipotizzando che potrebbe essere lui il candidato sindaco dell’Italia dei Valori a Messina.
Proseguendo con i numeri, Maurizio Ballistreri ha preso solo un centinaio di voti in meno rispetto all’ultima tornata elettorale, ma a differenza di allora non ottiene il posto all’Ars. Quasi 400, invece, sono le preferenze che ha perso Cateno De Luca in confronto al 2006, continuando comunque ad essere il più votato del Mpa.
Ottimo il risultato dell’assessore provinciale Daniela Bruno 3.547, mentre deludente è il bottino raccolto da Antonio Andò, che nella città di cui è stato sindaco per 10 anni ha ottenuto solo 970 preferenze. Molto meglio di lui l’ex deputato nazionale Nino Gazzara con 2.095 voti, anche se non gli sono serviti a conquistare il seggio, mentre da rilevare il consistente calo di Nello Musumeci che nel 2006, quando era anche candidato alla presidenza, aveva raggiunto quota 232, mentre quest’anno solo 78 messinesi lo hanno scelto.
Sonia Alfano ha ottenuto un discreto risultato in città, 1.395 come preferenza per l’Ars e 5.317 per la presidenza, mentre non altrettanto si può dire per la Sinistra Arcobaleno, dove si fanno notare solo i 547 voti di Lamonica e i 520 di Napoli.

