Così il Presidente della Camera, Gianfranco Fini si è rivolto ai ragazzi che hanno partecipato a Bagheria alla cerimonia conclusiva dell’anno accademico del Parlamento della Legalità, che si occupa di iniziative per favorire la diffusione della cultura della legalità tra i giovani:
«La mafia è una dittatura, può togliere la vita, la libertà, e può cancellare la dignità delle persone e dei popoli. Come si fa contro le dittature, bisogna ribellarsi contro la mafia. Contro le dittature – ha sottolineato il numero uno di Montecitorio – si usano le armi, contro la mafia le “armi” sono la legalità e il rispetto delle leggi».
Incontrando gli studenti siciliani a San Cipirello, senza mai nominarlo ha poi citato John Fitzgerald Kennedy:
«Come diceva un grande presidente americano non chiedetevi che cosa lo Stato può fare per voi, ma cosa potete fare voi per lo Stato, perchè lo Stato è la Repubblica, cioè la comunità»
e lanciato un appello:
«Non votate mai per chi vi promette posti di lavoro in cambio. Ribellatevi, a chi vi dice ma chi te lo fa fare? rispondete con una pernacchia dicendo che lo fate anche per chi non ne ha il coraggio».
Fini ha invitato gli studenti a rifiutare non solo i comportamenti, ma
«quella mentalità mafiosa che consiste nella presunzione di fare qualcosa non perchè è un diritto ma perchè è un privilegio».
Il presidente della Camera è stato accolto dal presidente dell’assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio e da una delegazione di sindaci del comprensorio.
Rivolgendosi ai ragazzi che partecipavano alla cerimonia Fini ha poi concluso:
«La Sicilia non può essere conosciuta solo per l’azione di quattro criminali. È stata la culla di molti intellettuali e i giovani devono avere ora come mandato quello di restituire la Sicilia agli onori del mondo.»

