A cento giovani ballerini tra i 14 e i 18 anni era stato impedito dalle famiglie di partecipare al
“dance attack” antimafia promosso dal teatro Vincenzo Bellini di Catania. Durante gli ultimi preparativi, mentre lo staff del teatro distribuiva le t-shirt con il logo antimafia “Arte nostra“, un centinaio di ballerini non si erano presentati all’appuntamento, pur avendo precedentemente garantito la loro adesione. Per qualche ora la vicenda aveva avuto i contorni di un giallo. Poi il chiarimento. Alcuni di loro, si è ricostruito dal Bellini, hanno raccontato di aver ricevuto il divieto da parte dei genitori a partecipare alla manifestazione. A scatenare la reazione delle famiglie sarebbe stato proprio il logo antimafia “Arte nostra“, che per i promotori è un “manifesto di impegno sociale a favore della legalità”. Il teatro aveva lanciato nei giorni scorsi un appello alla mobilitazione pacifica, invitando per oggi alle 17 i giovani della città a ballare in piazza Palestro, in un quartiere simbolo di disagio sociale, protagonista in passato di drammatiche vicende criminali, per una maratona musicale di oltre 4 ore.
Ma l’evento è stato un successo nonostante le defezioni. Sono stati più di 2 mila, infatti, i
giovani ballerini e cittadini catanesi che hanno occupato pacificamente domenica piazza Palestro a Catania per l’evento. A fornire la stima sull’adesione all’appello antimafia è stato il sovrintendente del teatro Bellini, Antonio Fiumefreddo. Per oltre tre ore in piazza Palestro protagonisti sono stati solo la danza e i giovani che utilizzavano il marchio antimafia “Arte Nostra” scelto per contrapporlo a “Cosa Nostra”, per favorire e alimentare la cultura della legalità. E il marchio Arte Nostra sarà il filo conduttore di una serie di iniziative antimafia che il teatro lirico catanese presenterà quest’inverno.
Quello della danza è un linguaggio universale – ha detto Fiumefreddo – e oggi, in questa piazza, è la dimostrazione di come l’arte possa essere anche un messaggio contro tutte le mafie. Grande è la mia sorpresa e enorme la mia soddisfazione per la straordinaria adesione, perché è la dimostrazione che c’è una parte viva e vitale della città che è ancora maggioranza e che non si rassegna.
Al progetto Dance Attack hanno aderito 24 scuole di danza e diverse associazioni di Catania e provincia, coordinate dalla danzatrice Giusi Vittorino.

